Aiuta un amico in difficoltà

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Facebook con Telefono Azzurro per aiutare gli amici in difficoltà. L’iniziativa del social network nella Giornata di prevenzione suicidi.

«Odio tutti!», «Lasciatemi in pace!» Se leggete più volte messaggi di questo tipo sulla bacheca Facebook di un giovane che cosa fate? Passate oltre oppure vi ponete qualche domanda? Secondo Facebook e Telefono Azzurro è preferibile porsi qualche domanda e – eventualmente – anche intervenire. A partire da oggi il social network lancerà una guida per aiutare i ragazzi a capire quando uno dei loro amici sta dando dei segnali di disagio on line e a fornire loro informazioni e strumenti per aiutarlo.

La guida si chiama «Aiuta un amico in difficoltà» e viene lanciata nella Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, un gesto purtroppo in aumento ovunque nel mondo. In Italia è la seconda causa di morte tra i ragazzi dai 15 ai 25 anni, subito dopo gli incidenti stradali.

Si parla di 1000-1500 tentativi di suicidio all’anno, ma è probabile che il dato sia sottostimato, le famiglie a volte preferiscono nascondere quello che è realmente accaduto ai loro figli.

«Come Telefono Azzurro abbiamo sempre più segnalazioni di comportamenti suicidi o autolesionistici», racconta Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. Che, insieme con Facebook, ha pensato di dover intervenire anche sui social network perché la gran parte di chi pensa a un gesto così estremo prima di decidersi lascia tracce sul suo profilo Facebook, a volte nient’altro che richieste di attenzione. Se quell’attenzione manca, la scelta diventa automatica.

L’attenzione, invece, è il principale elemento dei consigli che da oggi verranno diffusi. «Se un tuo amico pubblica su Facebook messaggi o contenuti che esprimono angoscia o si comporta in modo diverso dal solito, forse potrebbe avere bisogno di aiuto», avverte la guida consigliando di intervenire. Chiunque può inviare a Facebook una notifica relativa a contenuti che facciano supporre un pericolo cliccando sul link «segnala» visualizzato accanto ai singoli contenuti e seguendo le istruzioni. Come specifica la guida :«Non ti stai facendo i fatti degli altri, non sei inopportuno, la persona che scrive queste cose forse vuole proprio che qualcuno se ne accorga e faccia qualcosa».

I segnali che possono far scattare l’allarme sono frasi come «Mi sento in un buco nero senza fondo», oppure «Non voglio alzarmi dal letto mai più», o ancora cambiamenti nel comportamento, abuso di sostanze stupefacenti o guida spericolata.

Che cosa può fare un amico? Molto. Può chiamarlo, andare a trovarlo ma anche metterlo in contatto con chi può aiutarlo, come la linea 19696 e la chat di Telefono Azzurro. «Raggiungere queste persone e offrire loro un supporto può realmente contribuire a salvare loro la vita», avverte Laura Bononcini, responsabile relazioni istituzionali di Facebook Italia. (fonte)

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