Attenzione alla truffa delle chat a “luci rosse”

img_archivio4410201219209In questi ultimi mesi sono state molte le segnalazioni giunte all’Ufficio del Commissariato di P.S. on line, relative ad estorsioni connesse a sessioni di video-chat a “luci rosse”.

La modalità è sempre la stessa: tutto ha inizio con un adescamento in rete su una chat da parte di un’avvenente ragazza, non vengono formulate immediate richieste di denaro ma l’intento è quello di instaurare con la vittima designata un rapporto di fiducia fino ad arrivare all’invito esplicito di intraprendere una chat “erotica” attivando la webcam. La video chat viene, quindi, interrotta bruscamente e viene richiesta una somma di denaro alla vittima per evitare che il video “a luci rosse” sia pubblicato sui più diffusi social network. A volte, per generare maggior timore, l’estorsore sottolinea la minore età della ragazza/o che sta dall’altra parte della webcam.

CONSIGLI: E’ sempre opportuno evitare di intraprendere sessioni di video-chat con sconosciuti e comunque non fornire mai dati personali o mostrare elementi o ambienti facilmente riconoscibili. E’ di fondamentale importanza, nel caso in cui si rimanga vittime di tale reato, non cedere al ricatto e contattare il più vicino Ufficio di Polizia e di salvare video, messaggi ricevuti. (l’articolo continua sotto l’offerta di alcuni nostri servizi professionali)

[nbox type=notice] Avete problemi con il vostro profilo, ve lo hanno “rubato” o ricevete avvisi da Facebook che qualcuno ha cercato di accedervi o di cambiare password? Per cercare di risolvere questi e altri problemi, contattateci senza impegno. Potete farlo tramite un messaggio alla nostra pagina o telefonicamente (in orari di ufficio) al numero 331.449.8368. CLICCA-QUIValuteremo insieme se necessitate di un semplice consiglio, magari tramite le oltre 1.200 note già pubblicate, o se per risolvere preferite essere seguiti passo passo tramite un servizio professionale di teleassistenza (ai nostri fan, ma solo a loro, costa pochi euro). Altre informazioni [/nbox]

E’ necessario sapere che il pagamento del “ricatto” non garantisce che il video, le immagini o la conversazione compromettenti vengano effettivamente distrutti, pertanto non è escluso che la vittima possa essere nuovamente contattata e sottoposta ad una nuova pressione. (Commissariatodips)

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