Bimbo leucemico 17 mesi necessita di sangue gruppo B+

Bimbo leucemico 17 mesi necessita di sangue gruppo B+

Attenzione alla bufala “bimbo leucemico necessita sangue gruppo b+”

PREMESSA NECESSARIA
Donare il sangue è importante ed è una delle più belle (e semplici) azioni che tutti possono fare per il prossimo.
Ma la donazione è regolamentata da leggi ben precise che tutelano sia i donatori sia i soggetti riceventi. Non è possibile infatti la “donazione mirata” e, in ogni caso, il sangue donato deve essere necessariamente sottoposto a una serie di analisi e trasformazioni prima di essere trasfuso.

Dopo il prelievo il sangue segue una procedura sempre uguale (standard) che lo fa arrivare in tutta sicurezza dal donatore al ricevente. Gli emocomponenti, separati e validati, vengono distribuiti ai reparti ospedalieri che ne fanno richiesta e somministrati solo dopo aver effettuato i test di compatibilità donatore/ricevente. Ogni sacca prelevata e i campioni corrispondenti sono registrati e identificati da un codice a barre univoco al fine di assicurare, da un estremo all’altro del processo trasfusionale, una perfetta tracciabilità (per 30 anni) a garanzia della sicurezza dei percorsi di donazione.

Per ulteriori informazioni, ecco il sito dell’AVIS

IL MESSAGGIO (è possibile subisca piccole-grandi varianti):
“BIMBO DI 17 MESI NECESSITA DI SANGUE GRUPPO B POSITIVO PER LEUCEMIA FULMINANTE FRANCESCO (NUMERO TELEFONO). Fatela girare altrimenti a cosa serve stare qui! Fai copia e incolla.”

I PRECEDENTI

Questa bufala nel corso degli anni ha assunto molte varianti citando ospedali (Meyer, Mayer, clinica eporediese, Salesi, Gaslini, ospedale di Legnago), nomi (Francesco, Riccardo Capriccioli, Dott. Veroni Riccardo, Dott. Veroni Riccardo Capriccioli, Riccardo Capricciosi, Riccardo Capriccioli di Sarteano, Riccardo Gramiccioli, Riccardo Capricchioli, Signor Riccardo Capriccioli), e numeri di telefono (035-55XXX, 01256XXX, 328.269XXX, 091.608XXX).

CONCLUSIONI

L’appello non va condiviso; il bambino, che è a casa e sta bene, esiste veramente (anche se i numeri di riferimento e i nomi citati sono spesso falsi) ma non c’è mai stata una situazione d’emergenza. L’Ospedale Pediatrico Meyer (bersaglio iniziale della bufala) ha dovuto più volte pubblicare smentite della richiesta al fine di evitare intasamenti alle linee telefoniche che impedivano a chi aveva veramente necessità di poter contattare l’ospedale e i servizi interni.

Altre info su 200720092010

La nostra nota (2010):

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