Bufala, il colpo di tosse che ferma l’infarto

infarto-tosse

Ha ripreso a girare un’informazione errata sui possibili rimedi a un infarto. Messaggi presenti sulle bacheche invitano a provocare numerosi colpi di tosse per evitare la morte causata da un infarto del miocardio.

Il messaggio

ALL’IMPROVVISO, SENTI UN DOLORE FORTISSIMO AL PETTO E CHE, ATTRAVERSO IL BRACCIO, ARRIVA FINO AL COLLO. NON RIESCI PIU’ A MUOVERTI, SEI BLOCCATO.. TI TROVI AD UNA DECINA DI KM DALL’OSPEDALE PIU’ VICINO, LA TANGENZIALE E’ BLOCCATA, E’ L’ORA DI PUNTA. NON PUOI ARRIVARCI. CHE FARE ??? TI RICORDI DI AVER FATTO, TEMPO FA, UN CORSO DI PRIMO SOCCORSO MA NESSUNO TI HA SPIEGATO COSA FARE NEL CASO IN CUI LA VITTIMA SEI TU !!! COME RIUSCIRE A SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO CARDIACO SE SEI DA SOLO? SENZA ASSISTENZA, LA PERSONA IL CUI CUORE SMETTE DI BATTERE, HA COMUNQUE DIECI SECONDI DI TEMPO DI LUCIDITA’ PRIMA DI SVENIRE..

COSA FARE QUINDI?

RISPOSTA: NON FARTI PRENDERE DAL PANICO MA INIZIA A TOSSIRE CON FORZA PIU’ VOLTE. FAI UN PROFONDO RESPIRO PRIMA DI TOSSIRE E TOSSISCI PROLUNGATAMENTE COMO SE AVESSI DEL CATARRO DA ESPELLERE DAL PETTO. RIPETI LA SEQUENZA INSPIRARE/TOSSIRE FINO A CHE IL CUORE RICOMINCI A BATTERE… L’INSPIRAZIONE PROFONDA PORTA OSSIGENO AI POLMONI E LA TOSSE CONTRAE IL CUORE DANDOGLI LA ‘SPINTA’ PER RIPRENDERE A BATTERE E PORTARE COSI’ NUOVAMENTE IL SANGUE IN CIRCOLO. IN QUESTO MODO IL CUORE COMINCIA A RIPRENDERE IL RITMO NORMALE E COMUNQUE SI HA IL TEMPO PER CHIAMARE I SOCCORSI (118)

ARTICOLO PUBLICATO SUL N.º 240 DEL JOURNAL OF GENERAL HOSPITAL ROCHESTER

DIVULGA QUESTA MAIL A QUANTE PIU’ PERSONE POSSIBILI E PERDI, AL LIMITE, 5 min DEL TUO TEMPO PER TRADURLA IN UN’ALTRA LINGUA… PENSA A QUANTE VITE SI POTRANNO SALVARE GRAZIE A QUESTA MAIL

Perché è una bufala, e anche pericolosa

L’infarto non porta necessariamente all’arresto cardiaco. La tecnica suggerita dall’appello, invece di aiutare, può essere PERICOLOSA se usata in caso di infarto senza arresto cardiaco.

La cosa migliore da fare, se avvertite i sintomi di un infarto, è stare fermi e calmi, chiamare o far chiamare i soccorsi al telefono e, se non siete intolleranti all’acido acetilsalicilico, masticare una o più aspirine o altro prodotto simile contenente quest’acido (secondo il dosaggio), per evitare che si formi un trombo (coagulo di sangue) che sarebbe probabilmente fatale.

La tecnica della tosse è smentita proprio dalla fonte citata in forma storpiata nell’appello, ossia il Rochester General Hospital, il cui sito Web ha dovuto predisporre un’apposita pagina (pubblicata qui all’epoca dell’indagine iniziale e successivamente trasferita qui) tradotta e riassunta qui:

[l’appello] consiglia una procedura per sopravvivere a un attacco di cuore, nella quale alla vittima viene suggerito di tossire ripetutamente a intervalli regolari fino all’arrivo dei soccorsi. La fonte di quest’informazione è attribuita al ViaHealth Rochester General Hospital. […] Non abbiamo trovato alcuna traccia di articoli, anche soltanto vagamente attinenti all’argomento, prodotti dal Rochester General Hospital negli ultimi 20 anni.

Inoltre le informazioni mediche citate non sono riscontrabili nella letteratura medica corrente e non sono in alcun modo approvate dal personale medico dell’ospedale.

Sia The Mended Hearts, Inc., un’associazione di sostegno ai pazienti cardiolesi, sia la American Heart Association hanno dichiarato che queste informazioni non vanno inoltrate né vanno usate da nessuno.

Per favore aiutateci a combattere la proliferazione di questa disinformazione. Vi chiediamo di inviare questo messaggio a chiunque vi invii [l’appello] e di chiedere loro di fare altrettanto.

A questa smentita si aggiungono quella dell’enciclopedico sito antibufala Snopes.com, quella di Hoax-slayer.com (che la segnala in circolazione ancora nel 2007) e quella della Trend Micro, società specializzata in sicurezza informatica.

Anche l’American Heart Association prende le distanze dal suggerimento offerto dal’appello in questa pagina, e lo stesso fa il Resuscitation Council UK in questa nota, che include riferimenti a pubblicazioni mediche sull’uso corretto della tecnica maldestramente descritta dall’appello.

Altre info su il Disinformatico

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