La donna è multitasking e più “connessa”

DONNA-CERVELLO

Cervello: uno studio di Ruben Gur della Pennsylvania University pubblicato sulla rivista Pnas ha dimostrato che le connessioni nervose del cervello della donna sono diverse da quelle dell’uomo.

Connessioni diverse

Nel maschio vanno soprattutto dall’avanti all’indietro, con poche connessioni che passano da un emisfero all’altro, mentre nella donna continuano ad incrociarsi fra lato destro e sinistro: ciò spiega perché in genere i maschi se la sbrigano meglio con un singolo compito, mentre le donne sono più adatte al multitasking e, come lo studio ha confermato, sono migliori nei compiti di attenzione, nell’eloquio e nel riconoscimento e nel ricordo dei volti, mentre i maschi sono più adatti a problemi di orientamento nello spazio e di sensibilità motoria.

Ormoni e cervello

Ma perché i due cervelli si connettono in maniera così diversa? A spiegarlo è la professoressa Rossella Nappi dell’Università di Pavia intervenuta alla 25esima edizione dell’Ottorino Rossi Award, un convegno che prende il nome dal famoso neurologo ottocentesco allievo di Camillo Golgi e Casimiro Mondino e che quest’anno, sotto il titolo di «Testosterone e attività sessuale: cibo per il cervello», ha raccolto sulle sponde del Ticino ricercatori provenienti da ogni parte d’Italia. «La “macchina donna” viene programmata da fattori genetici (il cosiddetto dimorfismo sessuale) e fattori di natura bio-psico-socio-relazionale/ambientale – dice la professoressa Nappi -, che ne determinano il differente assetto funzionale (il diergismo sessuale) nell’intero arco di tutto il ciclo vitale (puberta, flussi mestruali, gestazione, climaterio)».

Estrogeni e neuroprotezione

«Gli estrogeni esercitano un ruolo formidabile di neuroprotezione sul cervello della donna e agiscono su performance mentali tipicamente femminili, soprattutto memoria e abilita verbali – continua Nappi -. Un esempio su tutti e la capacita dei neuroni di rigenerare connessioni in presenza di estrogeni. Ciò spiega perché la donna in menopausa, soprattutto quando ha molte “vampate”, tende a sentirsi confusa, a mettere meno facilmente a fuoco i problemi, ma soprattutto a dimenticare le piccole cose del quotidiano». (l’articolo continua sotto l’offerta di alcuni nostri servizi professionali)

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Vampate e memoria

«Uno studio americano ha recentemente dimostrato che il numero di vampate durante la giornata è direttamente correlato all’abilita di ricordare una serie di parole e al tono dell’umore, un problema ancor piu marcato nelle donne che vanno in menopausa precocemente, soprattutto se per via chirurgica con rimozione delle ovaie – spiega la professoressa Nappi -. Per questo motivo le nuove linee guida della Societa internazionale della menopausa, in presenza di sintomi menopausali moderati e severi, suggeriscono l’uso di terapia ormonale sostitutiva a basso dosaggio nella cosiddetta finestra delle opportunità di prevenzione, cioè negli anni immediatamente vicini alla data delle ultime mestruazioni. È infatti proprio questo il momento di maggior vulnerabilità alla carenza estrogenica, ma anche quello di migliore efficacia dei trattamenti ormonali per la prevenzione delle patologie neurodegenerative, prima fra tutti la malattia di Alzheimer». (fonte)
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