Facebook, imprenditore e padre di famiglia si spaccia per una 13enne e ricatta ragazzine

TRUFFA-FB-13ENNEHA CHIESTO scusa. Ha parlato dei gravissimi problemi psicologici che aveva. Ad ascoltarlo, tra il pubblico, nell’udienza preliminare che si è svolta l’altro ieri in aula gup ad Ancona, anche qualcuna delle sue vittime, in tutto 23 ragazzine, provenienti da tutta Italia, molte delle quali hanno poco più di 14 anni. Tutte adescate da questo padre 44enne, C.F., imprenditore, sposato con dei figli piccoli, residente nella zona di Tavullia, arrestato nell’agosto scorso per pornografia minorile e violenza sessuale. L’indagine, condotta dalla polizia postale di Perugia, già nel dicembre 2012 aveva avuto una svolta, con delle perquisizioni nella casa e soprattutto nel computer dell’indagato. Poi ad agosto l’arresto, e ieri l’udienza preliminare durante la quale il pm, Valeria Sottosanti, ha già fatto la richiesta di pena, sette anni di reclusione. La difesa ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste quanto riguarda l’accusa di pornografia minorile e richiesto l’attenuante come fatto di minore gravità per quanto riguarda il reato di violenza sessuale. La sentenza sarà con ogni probabilità il 20 maggio prossimo, data in cui è stato rinviato il processo — che si svolge in rito abbreviato — ieri dal gup.

TUTTO NASCE da un interesse comune tra ‘Cristina’ — questo il falso nome con cui l’uomo si spacciava su Facebook, tanto da dover rispondere anche all’aggravante di aver ingannato le proprie vittime a proposito della sua reale identità — e il gruppo di ragazze. L’interesse è collegato a dei siti in cui si parla di sport e animali. In questo ambito iniziano i contatti tra la finta donna e le sue vittime. Prima avviene una conoscenza formale, poi sempre più confidenziale, attraverso la quale ‘Cristina’ chiedeva anche foto nude delle coetanee. Nei casi in cui le ragazze acconsentivano, come ricostruito dagli agenti della postale, partiva il ricatto: «O ti spogli anche davanti alla web-cam o le faccio girare». Qualcuna delle ragazze ha ceduto al ricatto. E così il gioco via chat è diventato sempre più spinto.

FINCHÈ una delle adolescenti racconta tutto al padre (la prima denuncia avviene a Perugia, da qui le indagini svolte dalla polizia postale umbra) che racconta tutto agli inquirenti. Poi la competenza passa al tribunale di Ancona perchè è la procura distrettuale competente per quel tipo di reati, come la pronografia minorile. Il 44enne è già stato interrogato dal gip nel novembre scorso, ed ha reso ampie dichiarazioni. Ora lo attende la sentenza. E’ in carcere da agosto, non ha mai ottenuto i domiciliari, ha riferito di aver intrapreso un percorso di psicoterapia per uscire da quell’ossessione che lo ha portato a cercare di traviare delle ragazzine. Si avvarrà dello sconto di un terzo della pena che la formula dell’abbreviato gli concede. (qn)

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