Su Facebook riti voodoo contro datore di lavoro

bambola_voodooLa crisi c’è, il lavoro manca, le aziende chiudono e, nei casi più drammatici, si assiste addirittura al suicidio di qualche imprenditore arrivato con l’acqua alla gola. Ma, a volte, la rabbia e il rancore nei confronti degli ex datori di lavoro possono davvero sorprendere.

E’ accaduto a una giovane imprenditrice messinese: nel maggio 2011 si è trovata costretta a licenziare una dipendente per esubero di personale, chiaro effetto della crisi economica. Ma la lavoratrice non ha ingoiato il rospo e ha deciso di vendicarsi, attraverso i social network, utilizzando un metodo inquietante ed esoterico. La donna avrebbe messo, come foto personale del suo profilo Facebook, l’immagine di una bambolina voodoo con gli spilli conficcati nel corpo, con appeso un cartello riportante una sigla con chiaro riferimento alla ragione sociale dell’impresa dalla quale era stata licenziata.

Immediata la reazione – e immaginabile anche lo stupore – della datrice di lavoro che ha denunciato il fatto alla Polizia postale. Il reato di minaccia, come previsto dall’articolo 612 del codice penale, è punibile con una multa di oltre mille euro e si può arrivare a un anno di reclusione in caso di minaccia grave. Sono quindi scattate le indagini e il giudice di pace ha emesso la comparizione a giudizio per l’ex dipendente dato che, si legge nel documento, “non ricorrono le condizioni per richiedere l’archiviazione, […] non appaiono necessarie ulteriori indagini risultando gli elementi d’accusa già adeguatamente contenuti nella predetta informativa […] e che quindi può procedersi alla citazione a giudizio”. L’imprenditrice vittima del gesto minatorio, coi dovuti rituali scaramantici, attende ora la sentenza. (quimessina)

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