Giovani, la molestia viaggia veloce sul web

MOLESTIE-WEBMolestie dirette, cyberbullismo, atti di autolesionismo, tentativi di suicidio, assunzione di sostanze stupefacenti e superalcolici, anoressia e bulimia. Ma anche inserimento nel web di immagini pornografiche in cambio di ricariche telefoniche, fino ad arrivare alla temutissima e ancora poco conosciuta drunkoressia, cioè l’astenersi dal cibo per poter poi «sballare» più velocemente e con maggiore efficacia quando si assume alcol durante aperitivi o feste.

Non è certo un quadro rassicurante quello che emerge dall’incrocio dei dati rilevati dal Punto Ascolto per il disagio scolastico e per la prevenzione del bullismo dell’Ufficio scolastico territoriale e quelli raccolti dalla Polizia postale di Verona.

Tra forme di disagio e comportamenti a rischio, che potrebbero minare per sempre la loro salute psicofisica, anche i giovanissimi della nostra provincia, in prevalenza ragazzi dagli 11 ai 19 anni, al pari di tanti altri loro coetanei, non sembrano lontani da tutto ciò che in rete o nella realtà di ogni giorno rischia di portarli in un tunnel senza via d’uscita. Il cosiddetto «sommerso» è ancora un fenomeno molto diffuso, le due fonti fanno emergere in modo evidente come anche a Verona e provincia occorra non abbassare la guardia. La Polizia postale, per esempio, precisando che i reati segnalati ai propri uffici (non oggetto di querele, cioè non sottoposti ad attività investigativa) siano solo una parte di quelli reali, riferisce dati che già da soli la dicono lunga.

«Nel Veronese» spiega Devis Rodegher, assistente capo della Polizia Postale «si arriva ad una media di due o tre segnalazioni alla settimana per molestie o disturbo alla persona che si assestano ad una per quanto riguarda il Basso Veronese. Quelle per pedopornografia sono ormai tre o quattro al mese nell’intera provincia, mentre quelle attinenti ai social network si rivelano quattro o cinque al giorno, con una media di due per la zona della Bassa». Da gennaio 2014 ad oggi, oltre a dieci segnalazioni a settimana per altri reati (con una media di due o tre per l’area della Pianura), la Polizia Postale è venuta a conoscenza di sei casi di cyberbullismo nel Basso Veronese, concentrati in particolare nel territorio del Legnaghese. «Tutti fenomeni» commentano Gabriele Bernardinello, dirigente scolastico dell’Ic Legnago 1, e Paolo Beltrame, dell’Isiss Minghetti «che, come dimostrano le segnalazioni degli insegnanti, possono colpire in modo trasversale, dalle medie al liceo, passando per gli istituti tecnici».

Non meno allarmante è ciò che emerge dal Dipartimento per le Dipendenze Ser.D dell’Ulss 21 con sedi a Legnago e Zevio. «Nel 2013» sottolinea lo psichiatra responsabile Carlo Bossi «i ragazzi tra i 16 ed i 19 anni presi in carico dal nostro servizio sono stati 29, cioè circa il sette per cento di tutti i casi seguiti. Chiaramente si tratta solo di giovani arrivati qui in modo spontaneo o per segnalazione dell’autorità giudiziaria». Tra le sostanze più usate in questa fascia d’età, oltre all’utilizzo di grosse quantità di alcol, ci sono i cannabinoidi come hashish e marijuana, ma anche ecstasy, anfetamine e chetamine.

Per aiutare genitori, insegnanti ed educatori a confrontarsi sui comportamenti a rischio ed individuare gli strumenti più efficaci per arginarli, l’assessorato comunale ai Servizi Sociali di Legnago, l’Ulss 21 e la Provincia, in collaborazione con il Punto Ascolto dell’Ust di Verona, hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo «Quando il disagio degli adolescenti non trova ascolto dove va?» che si terrà oggi alle 20.45, nella sala civica di via Matteotti a Legnago. Tra i relatori, introdotti dall’assessore ai Servizi Sociali Erika Ferraresi e dai presidi Bernardinello e Beltrame, ci saranno Giuliana Guadagnini, psicologa responsabile del Punto Ascolto Ust, Paola Schiavi, psicologa Ser.D dell’Ulss 21, e l’assistente capo Polizia Postale Rodegher. (larena)

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