Ladri 2.0, le nuove vie di ingresso a casa nostra

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Cambia il volto dei topi d’appartamento nell’era digitale delle case sempre più connesse a Internet. Se prima i ladri entravano nelle nostre abitazioni da una finestrella dimenticata, i moderni hacker hanno trovato nei dispositivi come tv, lettori Dvd o stampanti collegati alla rete domestica il punto debole di accesso per violare i nostri Pc. Obiettivo dei cyber attack è rubare dati, informazioni e password dei computer domestici. Un problema non da poco visto che, stando ai recenti dati Cisco, nel mondo ci sono 10 miliardi di dispositivi collegati in case e uffici e si stima che diventeranno 50 miliardi entro il 2020. «Collegando un nuovo dispositivo al modem Wi-Fi o alla rete a banda larga della vostra abitazione, potrebbe aumentare il rischio di violazione di password e dati dal computer di casa tua» avvertono gli esperti del MIT Technology Review che anticipano oggi, sulla prestigiosa rivista del Mit, i primi risultati di un’analisi condotta da Kaspersky Lab.

La società di antivirus, prossima a pubblicare un Report sul tema, ha infatti scoperto «effetti collaterali ad avere sempre più dispositivi connessi domestici a Internet». «Ormai la maggior parte dei consumatori sono consapevoli del fatto che la cyber security è un problema importante per i loro computer portatili e Pc» osserva David Jacoby, ricercatore per la sicurezza di Kaspersky Lab. Il problema, segnala Jacoby, è che però i consumatori «non si rendono conto che gli apparecchi come televisori, lettori Dvd e stampanti che si collegano a una rete domestica sono vulnerabili a simili minacce». Ma c’è di più. La maggior parte dei dispositivi digitali domestici, e ora si va dai tostapane alle toiltes, dai figoriferi ai forni da attivare a distanza, non hanno protezioni di sicurezza. «I consumatori devono capire che i dispositivi che acquistano potrebbero essere vulnerabili» avverte l’esperto.

E l’analisi di Jabby è partita dai dispositivi da lui stesso installati in casa e collegati alla propria rete domestica, tra cui la sua TV, stampanti, router e dispositivi di archiviazione remota. Un’analisi che ha prodotto risultati preoccupanti Il ricercatore, riferisce il Mit Technology Review, «è arrivato a compilare una lunga `lista della spesa´ di difetti in diversi prodotti di uso quotidiano, e sta lavorando con i produttori per risolverli prima di fare una relazione pubblica per evidenziare la gravità del problema». Il ricercatore, però, lascia top secret il capitolo delle marche dei device ad alto tasso di vulnerabilità ad cyber attack. Le sue scoperte però lasciano più che perplessi. Tra le altre osservazioni, Jacoby ha scoperto che la sua Smart Tv non è criptata quando è connessa a Internet, il che significa che un criminale del web potrebbe intercettarne i dati, come ad esempio i pagamenti fatti per acquistare un film. E il suo router ha una vulnerabilità tale che potrebbe essere sfruttata per entrare in contatto con qualsiasi dispositivo sulla sua rete domestica, riferisce il Mit Technology Review.

La società di antivirus, prossima a pubblicare un Report sul tema, ha infatti scoperto «effetti collaterali ad avere sempre più dispositivi connessi domestici a Internet». «Ormai la maggior parte dei consumatori sono consapevoli del fatto che la cyber sicurity è un problema importante per i loro computer portatili e Pc» osserva David Jacoby, ricercatore per la sicurezza di Kaspersky Lab. Il problema, segnala Jacoby, è che però i consumatori «non si rendono conto che gli apparecchi come televisori, lettori Dvd e stampanti che si collegano a una rete domestica sono vulnerabili a simili minacce». Ma c’è di più. La maggior parte dei dispositivi digitali domestici, e ora si va dai tostapane alle toiltes, dai figoriferi ai forni da attivare a distanza, non hanno protezioni di sicurezza. «I consumatori devono capire che i dispositivi che acquistano potrebbero essere vulnerabili» avverte l’esperto.  (Adnkronos)

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