L’incredibile storia di Elena, non vedente e “schiava” del sua falsa identità su Internet

elena“Essere uomo era la soluzione a tutti i problemi, o meglio l’unico modo di non affrontarli. Ho creato un uomo sulla trentina, io ne avevo 23, quando ne sono uscita era il 2009”. Sono le parole di Elena, ragazza di 34 anni non vedente che ha raccontato la sua esperienza ai microfoni del programma Lucignolo 2.0 nella puntata di oggi.

“E’ cominciato tutto come un gioco. Poi il web ha reso accessibile lo sguardo delle persone”. Elena ha creato un personaggio virtuale sul web, un alter ego maschile che si è impossessato della sua vita, 8 anni che lei definisce “persi inutilmente”.

Oggi ha avuto la forza di raccontare la sua storia anche per voler mettere in guardia da pericolose dipendenze. “Il web mi ha reso accessibile lo sguardo delle persone. Il problema è che se sei donna ti esponi ad avance e molestie, e se oltre a essere donna sei cieca susciti ancora più curiosità. E’ umiliante sentirsi fare certe domande, come aver chiesto com’è la vita sessuale di una persona che non vede – racconta, e precisa ironicamente – come se fosse diverso dallo spegnere la luce”.

“Volevo non far vedere né che ero donna né non vedente. Elena era diventata la batteria che faceva vivere questa falsa identità. Sostituisci il computer o lo smartphone alla tua testa. Perdi la quotidianità, abbandoni la realtà. Anziché studiare, mi ritrovavo a ricercare con Personalità 1 e Personalità 2 a parlare con Claudio, che pensava di parlare con me e con un mio amico”.

Elena è decisa però nel precisare che il vero problema non era in sé Internet. “Internet e tutto è niente. Mi sentivo persa, ho abusato di internet, ma avrei potuto abusare di qualunque altra cosa. Oggi sono uscita – continua – ho dovuto ammettere che cosa avevo, anche se è stato difficile perchè nessuno, ovviamente, ne parlava. Ho affrontato un percorso con una psicologa. Come fai da solo a concludere che hai perso 8 anni della tua vita inutilmente?”

“Attenzione ragazzi – conclude – Fate di più, vedete di più, voi che potete. Se dovete litigare, non fatelo con i messaggini”. (resapubblica)

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