Minori e pedofilia, cresce il «sexting» in rete

sexting1Lo chiamano il lato oscuro della rete. Il web «invisibile». Una sorta di mercato nero virtuale in cui trovare di tutto. Anche materiale pornografico a buon mercato. È in questi «bassifondi» di Internet che prolifera la pedofilia. Lo denuncia il Rapporto annuale di Meter. L’associazione di don Fortunato Di Noto punta il dito contro il «deep web»: il “sommerso” è la nuova frontiera da contrastare.

Nel 2013 Meter ha monitorato 6.389 siti (1.048 tra comunità e social network). L​a maggioranza dei domini sono allocati in Russia e sono generici per mantenere l’anonimato. La presenza di comunità pedofile sui social network è calcolata nel 7,99%, ma questi siti restano tra le piattaforme d’elezione per la propaganda pedofila. ​E nel 2013 il Rapporto riscontra per la prima volta un ruolo predominate dell’Africa nell’alimentazione della rete pedopornografica virtuale. In calo i riferimenti italiani: siti e comunità nel 2012 erano 36, ora sono 32. Lieve contrazione delle segnalazioni sui social network, passate da 1.274 nel 2012 a 1.048.

Ma ​se il confronto con il 2012 vede una diminuzione nel numero di siti segnalati (6.389 contro i  15.946 dell’anno) il vero nemico si nasconde nel deep web: sono 56.357 i siti pedofili monitorati nel 2012. I domini più utilizzati sono .com (il 55%), .lix.in (il 33%), .net, .org, .info, .onion, .biz, .tv.

In Italia continua a crescere on line il fenomeno del sexting, ossia l’invio di testi o immagini sessualmente esplicite. L’autoproduzione e l’autopromozione del materiale in rete da parte di minori spiega l’ampia diffusione del fenomeno a causa della sua incontrollabilità: sono i minori a produrre deliberatamente materiale a sfondo sessuale e a metterlo in rete. Nel 2013 l’Associazione Meter ha erogato 735 consulenze telefoniche, 533 delle quali hanno dato risposte a chiamate arrivate dalla Sicilia, 54 dal Lazio, 35 dalla Lombardia. Nonostante le difficoltà economiche, segnalate anche oggi dall’associazione, i professioni di Meter, nel 2013, hanno incontrato 14.300 persone in tutto il territorio nazionale. Il servizio consulenze attivo all’interno del Centro ascolto e accoglienza (numero verde 800455270) permette di raccogliere le richieste di aiuto provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. In dieci anni l’associazione ha segnalato oltre 100mila siti.

I dati per don Fortunato Di Noto, «rappresentano una realtà drammatica e in crescita con rilievi di denuncia che hanno reso visibile le torture sessuali sui bambini in tenerissima età. La pedofilia si nasconde nel deep web e conosce qualsiasi tipo di canale per produrre e smerciare materiale pedopornografico e la strisciante cultura che normalizza i gravi abusi sui bambini». Il fondatore di Meter rinnova il suo appello: la pedofilia sia dichiarata crimine contro l’umanità. (Avvenire.it)

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