Niccolò, il piccolo campione di Poggio conquista Facebook

niccolo-2La storia di Niccolò Matteucci che, nel giro di pochi giorni, ha commosso tutta Facebook che si stringe intorno al bambino di Poggio a Caiano (Prato) impegnato a lottare contro una brutta malattia al Meyer di Firenze. Il gruppo su Facebook, che i genitori hanno creato per distrarlo, è diventata virale e in tanti, famosi e non, hanno dato il loro sostegno al bambino.

niccolo-1Niccolò, nove anni, di Poggio a Caiano (Prato), sta combattendo per vincere una brutta malattia e la sua famiglia ha voluto creare un gruppo su facebook per non fargli mai mancare il divertimento, il sorriso e la vicinanza degli amici. Così è partita una vera e propria gara di solidarietà con tante iniziative, fino al recente flash mob in piazza Duomo a Prato, che ha richiamato più di tremila persone. Proprio nei giorni scorsi, il Nicco Fans Club ha consegnato al Meyer i primi 35mila euro raccolti. A breve, proprio grazie all’iniziativa di Signa, verranno dati all’ospedale nuovi fondi per aiutare i piccoli pazienti.

In poche settimane, grazie a numerosi eventi organizzati in collaborazione con la Fondazione Meyer e all’imponente flash mob tenutosi a Prato lo scorso 12 aprile, l’Associazione Nicco Fans Club ha raccolto ben 35mila euro. Qualche giorno fa Federico e Silvia Matteucci, genitori del piccolo Nicco, li hanno simbolicamente consegnati a Tommaso Langiano, Direttore Generale dell’Aou Meyer nonché presidente della Fondazione Meyer.

I fondi raccolti e devoluti alla Fondazione serviranno per il “Progetto Adolescenti”, per  creare all’interno del Meyer un’unità dedicata alla cura degli adolescenti e giovani adulti con patologie oncoematologiche. Per avviarlo serviranno 50mila euro e grazie alla generosità di tante persone è già stata superata la metà dell’obiettivo.

Il “Progetto Adolescenti” si propone di creare, all’interno dell’ospedale pediatrico, un’unità dedicata alla cura degli adolescenti e giovani adulti (dai 14 anni) con patologie oncoematologiche. Si tratterà di costituire un team multidisciplinare, in grado di farsi carico dei ragazzi affetti da queste malattie, anche sul fronte psicologico e relazionale. Un capitolo importante di questo progetto, per avviare il quale serviranno complessivamente 50mila euro, è costituito dalla ricerca. In particolare, grazie ai fondi raccolti, si lavorerà, in collaborazione con l’Università di Firenze, a un progetto sulle cellule staminali mesenchimali cercando di farle agire come agenti terapeutici nei confronti delle cellule neoplastiche stesse. Oltre a questo progetto verrà sviluppato ulteriormente, come alternativa terapeutica in casi refrattari alle cure tradizionali, il programma di trapianto emopoietico, utilizzando una particolare tipologia di trapianto, cosiddetto “aploidentico”, che utilizza i genitori o i fratelli semicompatibili come donatori. (web)

 

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