Non solo privacy, ecco chi ha paura di Google

OBLIO-GOOGLE

“Il link è stato cancellato in osservanza alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 13 maggio scorso sul diritto all’oblio”.

Questa, secondo le indiscrezioni pubblicate per primo dal Guardian, la dicitura che comparirà al posto di alcuni link, seguendo le modalità con cui Google dovrebbe segnalare online che determinate ricerche sono state rimosse. Una modalità, quella dell’alert, che dovrebbe essere simile a quella che l’azienda già utilizza per i contenuti oscurati in violazione del copyright.

Google ha messo online dal 30 giugno un modulo per chiedere la cancellazione di link ritenuti “inadeguati o irrilevanti”. Solo il primo giorno sono arrivate 12mila richieste, oltre 41mila in quattro giorni, in pratica una media di 10mila richieste al giorno. (l’articolo continua sotto l’offerta di alcuni nostri servizi professionali)

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Secondo il Financial Times, la maggior parte delle domande arriverebbe da Regno Unito e Germania. I primi link dovrebbero essere rimossi dal web a partire dalla metà di giugno. Secondo le indiscrezioni del Guardian, oltre all’avviso in fondo alla pagina Internet, Google starebbe anche pensando di includere le informazioni sul diritto all’oblio nel suo ‘Transparency report’, in cui rivela il numero delle richieste dei governi di tutto il mondo di rimuovere materiale dai risultati del motore di ricerca.

Chi chiede la cancellazione di link

Per il quotidiano inglese, tra le 41mila richieste ricevute ci sarebbe anche quella di un politico con un passato oscuro, di un pedofilo condannato e un uomo che aveva tentato di uccidere la sua famiglia. Secondo l’amministratore delegato di Google, Larry Page, un terzo delle richieste di rimozione di link è riferito a frodi, un quinto a crimini importanti, il 12% ad arresti per pornografia infantile. (fonte)

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