Pesanti offese su Facebook, finisce nei guai un giovane di 29 anni

tribunale-slideUna parola di troppo, anche su Facebook, può costare caro. Proprio a causa di alcune offese che erano state ‘postate’ sul social network contro una giovane rodigina e la sua famiglia, Micheal Favaron, 29 anni, di origini polesane — anche se ora residente fuori città —, ha patteggiato ieri mattina per una condanna di 6 mesi di reclusione, pena sospesa, davanti al giudice Martinelli e al pm Lorenzo Sparapan. Era difeso dall’avvocato Cristina Zangerolami.

I fatti risalgono al 2010, in seguito a una lite familiare finita nella piazza pubblica di Facebook. Il giovane, aveva commentato il post di una ragazza di Rovigo con frasi lesive della sua dignità, apostrofandola come una poco di buono, e attribuendole vari comportamenti poco decorosi. Un diverbio nato online, come spesso succede, ma concluso con con toni più aggressivi del dovuto, che è costato una condanna per diffamazione. Fino a qui la vicenda sembrerebbe semplice, ma in realtà è molto più complicata, figlia di un’epoca di identità online e doppi profili Facebook. Insieme a Favaron, è stata querelata anche Luigina Rossetto, 50 anni, suocera del fratello della persona offesa, che avrebbe (secondo la ricostruzione della parte civile) partecipato alla discussione offendendo la giovane e il fratello, con cui non correvano buoni rapporti, utilizzando il nick name della figlia, ovvero la fidanzata (ora moglie) del ragazzo. La Rossetto, difesa dall’avvocato di Adria Giuseppe Carinci, nega però il coinvolgimento nella vicenda, e ha scelto di proseguire l’iter processuale per dimostrare la propria estraneità ai fatti.

“Abbiamo acquisito tutti i file di log al social network e gli Id dei computer — spiega Lorenzo Toso, avvocato di parte civile —, chiariremo in aula chi ha usato il profilo incriminato per aver offeso con toni molto accesi e pesanti la mia cliente”. La vittima, sconcertata per tali diverbi postati pubblicamente, ha querelato il ragazzo di 29 anni e Luigina Rossetto, suocera di suo fratello, portandoli così in tribunale per diffamazione e costituendosi ieri mattina parte civile. Ieri, infine, il patteggiamento per Micheal Favaron: nessuna multa, ma sei mesi di condanna, pena sospesa, e il pagamento delle spese. La donna coinvolta, Luigina Rossetto, difesa dall’avvocato di Adria Giuseppe Carinci, ha scelto di proseguire l’iter processuale per dimostrare la sua completa estraneità ai fatti. (ilrestodelcarlino)

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