«Le vostre foto e i vostri dati usati da ladri e pedofili, attenti»

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«Chi di voi ha lo smartphone?». La maggior parte alza un dito. «E chi di voi è iscritto su Facebook o altri social network?». E qui le dita si alzano all’unanimità.
Perché a tredici, quattordici, quindici anni, come fai a non essere figlio legittimo della generazione social? Tutto molto bello, perché la tecnologia e internet sono cose belle. Ma possono avere sviluppi brutti, impensabili e decisamente pericolosi se non si impara un corretto utilizzo.

E allora per un giorno la lezione non si fa in classe, ma sul rimorchio di un camion. Un “truck brandizzato” con il logo e i colori della polizia, adibito ad aula da almeno venti posti, gli agenti della polizia postale di Perugia diretti da Anna Lisa Lillini a illustrare rischi e pericoli dei social network e del cyber bullismo.
Questa, la mattinata che lunedì ha visto protagonisti in piazza IV Novembre poliziotti e circa 400 studenti in rappresentanza di varie classi delle scuole medie Foscolo e San Paolo, e degli istituti superiori Di Betto, liceo artistico, Capitini, Vittorio Emanuele, Di Cambio e Galilei.
Ogni classe e i loro insegnanti hanno avuto un primo incontro con gli esperti della postale all’esterno del camion per poi, una volta dentro, assistere alla lezione vera e propria.

Nella sostanza, gli agenti (utilizzando esempi di immediata comprensione e il linguaggio social così familiare fra i ragazzi) hanno condotto gli studenti sul terreno del corretto utilizzo dei social network, mettendoli in guardia sulle possibili ripercussioni negative dei “Mi piace”, dei gusti, delle foto e delle informazioni che quotidianamente “postano” attraverso i social network. (l’articolo continua sotto l’offerta di alcuni nostri servizi professionali)

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«Tenete presente che tutto quello che condividete confluisce in una immensa banca dati e non è sempre dato sapere in che modo vengano utilizzati», hanno spiegato gli agenti della polizia postale. Ricordando come in poco più di un anno siano aumentati del 90 per cento gli attacchi da parte di vere e proprie organizzazioni criminali che sfruttando la grande risorsa dei social network, e del concetto di condivisione, mettono in rete virus che puntano ad attaccare conti correnti on line e qualsiasi altra forma di deposito denaro.
E tenendo anche presente come in venti anni si sia passato da un terzo della popolazione ad usare internet a un terzo della popolazione giovanile “perennemente” connessa a internet. (ilmessaggero)

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