Dimmi che faccia hai (su Facebook) e ti dirò chi sei

FACCIA-FB

Simpatici, odiosi, gentili, falsi o inaffidabili? Basta un primo sguardo alla faccia delle persone nelle foto che ormai affollano i social network, per darne un primo giudizio “a caldo” sul carattere.

E’ quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia presso l’Università di York, che si spingono addirittura ad affermare che è possibile prevedere con precisione la prima impressione, basandosi su specifiche caratteristiche fisiche dei volti, anche di quelli fotografati e postati sui social, tra selfie, gli autoscatti di cui gli italiani sono sempre più maniaci, e scatti nelle situazioni più disparate.

La nostra personalità affidata ai social (e alla faccia)

Anche se non ce ne rendiamo conto, il giudizio sul carattere di una persona affiora immediatamente nelle nostre menti ad un primo sguardo. Basta quindi un’occhiata per decidere se chi stiamo osservando è un tipo gentile, che ci ispira fiducia, o al contrario se ci incute una certa diffidenza.

Certo può capitare di sbagliarsi alla prima impressione, ma quello che è stato dimostrato è che questi primi giudizi possono influenzare il nostro comportamento successivo. Un contributo decisivo al valore di questi primi impatti “a caldo” è senz’altro dato dall’importanza che stanno acquisendo sempre di più i social network, a cui spesso affidiamo la comunicazione della nostra immagine e personalità.

Come si formano i giudizi?

Studi precedenti avevano messo in luce che i giudizi diversi possono essere ricondotti a tre “dimensioni” distinte: vicinanza (vuole aiutarmi o farmi del male?), dominanza (può aiutarmi o danneggiarmi?) e accessibilità (sarebbe un buon partner?). Ma in che in che modo si formano questi giudizi?
Per spiegarlo i ricercatori hanno analizzato le caratteristiche fisiche di 1000 volti ritratti in fotografie dal web per sviluppare un modello in grado di prevedere con precisione le prime impressioni.
Ogni viso è stato descritto in base a 65 differenti caratteristiche fisiche. Combinando queste misure, il modello si è rivelato un riferimento per più della metà delle variazioni nei giudizi sociali di un gruppo di volontari posti davanti alle immagini. Il team ha anche manipolato alcuni volti per suscitare delle specifiche prime impressioni. La conclusione a cui è giunto lo studio, pubblicato su ‘Pnas’, è che i volti e le immagini sono determinanti per creare una prima impressione di una persona, che sia positiva o negativa.

Occhio all’immagine che date su Facebook

“Mostrare che anche caratteristiche apparentemente arbitrarie in un volto possono influenzare le percezioni delle persone – commenta Richard Vernon, del gruppo di ricerca – suggerisce che la scelta accurata di una foto potrebbe formare (o distruggere) le prime impressioni vostre o altrui”. Ma “nella vita di tutti i giorni non tutti sono consapevoli del modo in cui i volti e le immagini influenzano le interazioni”, spiega Tom Hartley, alla guida della ricerca.
Un monito, quindi, a non postare con leggerezza le proprie fotografie sui social network. (fonte)

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