Spiava ex fidanzata. Condannato

SPIAVA-EXTre mesi a un uomo diventato 007 per gelosia. E pagherà cinquemila euro di danni

Anche se la storia era finita lui continuava a pretendere controllo assoluto. Voleva sapere dove andava, chi vedeva, cosa diceva. Per spiare l’ex fidanzata si era improvvisato 007, comperando su Internet tutto il necessario per disporre intercettazioni ambientali e rilevare in ogni momento la posizione dell’amata.
Ci sono voluti sette anni, ma alla fine l’ex compagno geloso è stato condannato a tre mesi per aver interferito nella vita privata della donna di Caronno Pertusella (Varese) che di lui non voleva più sapere.
L’uomo dovrà anche pagare cinquemila euro di danni, perchè a lei il sapersi spiata ha un… po’ cambiato la vita.
Tutto era cominciato sette anni fa, quando giocando in casa il bimbo della donna aveva trovato un apparecchietto elettrico collegato alla presa sotto una cassettiera.

Non sapendo cosa fosse quell’aggeggio ma immaginando chi poteva averlo messo lì, la donna si era rivolta alla polizia postale, che aveva identificato l’apparecchio come “idoneo a intercettazioni ambientali e localizzazioni”.

Il che tradotto in parole povere significava che a chi l’aveva messo bastava fare una telefonata per ascoltare in diretta tutto quello che succedeva nella casa della sua ex. Un altro apparecchio simile probabilmente era stato sistemato dentro la vettura della donna, perchè quando questa aveva avuto un incidente a Milano, l’ex si era improvvisamente materializzato “per caso“, e poi gli agenti avevano trovato tracce di collante dove non avrebbe dovuto esserci.

Avendone abbastanza del compagno che comunque all’epoca aveva già provveduto a lasciare, la donna si era quindi rivolta all’avvocato Marco Seveso e aveva denunciato l’uomo per interferenza nella sua vita privata.
Per sette anni il processo si è trascinato tra una perizia e l’altra, poi il pubblico ministero Lorenzo Gorla ha concluso la sua requisitoria chiedendo per l’uomo una pena di quattro mesi di reclusione, mentre Seveso ha chiesto che alla donna fossero liquidati danni “non inferiori ai cinquemila euro“.

Il giudice Piera Bossi ha sostanzialmente accolto la tesi della difesa, “scontando” però un mese all’imputato. L’uomo non andrà in carcere, comunque può ancora contare sull’appello. Ma intanto l’ex fidanzata ha riconquistato la sua privacy e ottenuto cinquemila euro. (prealpina)

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