Per chi ha fretta

In questi giorni, mentre ad Assisi le spoglie di San Francesco sono esposte al pubblico per la prima volta in ottocento anni attirando centinaia di migliaia di pellegrini, sul web sono ricomparsi annunci di presunte reliquie del santo vendute a oltre duemila dollari. I frati del Sacro Convento avvertono che si tratta di falsi e invitano a non comprare e a denunciare. Le reliquie autentiche non si vendono mai: ecco come riconoscerle, i consigli per non cadere in trappola e cosa fare se si è già acquistato.

In un momento di intensa preghiera e affluenza straordinaria ad Assisi, dove le spoglie mortali di San Francesco sono visibili per un intero mese in occasione degli ottocento anni dalla sua morte, qualcuno cerca di approfittarne con offerte ingannevoli. Su diversi siti di compravendita compaiono reliquiari che promettono frammenti di tessuto, minuscole particelle ossee o oggetti “di contatto” con il Poverello di Assisi, spesso proposti da venditori stranieri a prezzi che superano i duemila dollari, con spedizione diretta a casa.

I responsabili del Sacro Convento, che custodiscono le vere reliquie del santo, sono chiari: queste offerte non hanno nulla a che fare con la devozione autentica. Si tratta di semplici oggetti creati per ingannare chi è mosso da fede sincera, sfruttando l’emozione collettiva di questi giorni. La regola della Chiesa è netta da sempre: le reliquie non sono merci da mettere in vendita. E comunque ogni pezzo autentico deve essere accompagnato da documenti ufficiali emessi dalla diocesi o dall’ordine religioso, con sigilli intatti e tracciabilità certa. Senza questi requisiti, l’oggetto è quasi certamente falso. Il fenomeno si ripete ciclicamente in coincidenza con grandi eventi religiosi. Negli ultimi tempi casi analoghi hanno riguardato anche altri santi molto amati, spingendo vescovi e procure a intervenire con denunce formali e indagini. L’obiettivo dei truffatori è sempre lo stesso: lucrare sulla devozione trasformando un simbolo di fede in un prodotto da e-commerce.

Come difendersi: consigli pratici

  • Prima di qualsiasi acquisto di un bene ecclesiastico (ma ricordati che le reliquie NON si vendono), chiedi sempre il certificato ecclesiastico ufficiale e verifica con l’ente religioso competente (diocesi o convento di riferimento).
  • Diffida di annunci su piattaforme generali, specialmente da venditori privati o esteri che promettono “pezzi unici” a prezzi alti senza prove trasparenti.
  • Non lasciarti guidare dall’urgenza o dall’emozione del momento: le vere reliquie non si comprano con un clic.
  • Parla con un sacerdote o un esperto di arte sacra prima di decidere.
  • Se vedi un annuncio sospetto, segnalalo subito alla piattaforma e alle autorità.

Cosa fare se si è già acquistato

  • Denuncia immediatamente il fatto alla Polizia Postale: è il canale più veloce per segnalare truffe online e avviare verifiche anche internazionali.
  • Contatta il venditore o la piattaforma per chiedere il rimborso e blocca il pagamento se ancora possibile.
  • Se hai usato carta di credito o altri metodi tracciabili, chiedi alla tua banca lo storno della transazione (chargeback).
  • Segnala il caso anche alla diocesi di Assisi o al Sacro Convento: aiutano a monitorare il fenomeno e a tutelare la devozione di tutti.

Agire con attenzione e tempestività serve a proteggere il portafoglio, la propria fede e a limitare il giro di questi commerci illeciti. La vera reliquia di San Francesco è il suo messaggio di povertà, semplicità e amore, che nessuno può mettere in vendita.

#checkblacklist #TruffeReligiose #OstensioneSanFrancesco #FedeAutentica #AttentiAlleBufale


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *