Il messaggio sembra credibile, usa logo e nome dell’Agenzia e rimanda a una pagina costruita per imitare il portale ufficiale. L’obiettivo è sempre lo stesso: farti inserire dati personali e bancari, fino ad arrivare alle informazioni della carta.
Nel modulo truffa compaiono richieste come:
- nome e cognome;
- codice fiscale;
- email e numero di telefono;
- dati del documento;
- coordinate bancarie o carta di pagamento.
Come riconoscerla
I segnali tipici sono sempre gli stessi:
- tono urgente;
- promessa di un rimborso immediato;
- link da cliccare per “verificare” o “sbloccare” il pagamento;
- grafica molto simile a quella ufficiale, ma con dettagli sospetti.
Cosa fare
- Non cliccare sui link presenti nell’email.
- Non compilare il modulo con i tuoi dati.
- Elimina subito il messaggio.
- Se hai dubbi, controlla solo dai canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia ricorda che non chiede dati bancari via email per sbloccare rimborsi e invita a verificare sempre sul portale ufficiale o nella sezione dedicata al phishing.
Regola semplice: se arriva un rimborso “troppo bello” per essere vero, quasi sempre non lo è.
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