Per chi ha fretta
Il messaggio virale riguardante presunte foto del terremoto in Marocco (chiamate “CARD Onde Sismiche”) capaci di hackerare lo smartphone in pochi secondi è una bufala storica che ciclicamente torna a circolare. Non esiste alcun supporto tecnico a questa minaccia: la semplice visualizzazione di una notizia o di una foto su WhatsApp non può compromettere il sistema operativo. Tuttavia, queste catene alimentano il panico e possono essere utilizzate come esca per futuri attacchi di phishing. La regola d’oro è interrompere la catena e non scaricare mai file non richiesti.
L’eterno ritorno delle “Bufale di Sant’Antonio”
Nel panorama della messaggistica del 2026, la disinformazione viaggia ancora più veloce delle notizie reali. Il caso del messaggio “CARD Onde Sismiche” è un esempio perfetto di scareware: un tipo di contenuto progettato esclusivamente per spaventare l’utente e indurlo a compiere un’azione (in questo caso, l’inoltro compulsivo).
Storicamente, messaggi simili hanno sfruttato diversi scenari — dal “virus di Capodanno” alle “foto dell’Argentina” — ma la struttura rimane identica: un tono d’urgenza estrema, la promessa di un disastro tecnologico imminente (spesso citando tempi precisi come “10 secondi”) e l’invito pressante a “far girare”. Tecnicamente, le piattaforme di messaggistica moderne filtrano e scansionano i file multimediali; è estremamente improbabile che un’immagine standard possa contenere codice eseguibile capace di scavalcare le difese di Android o iOS senza che l’utente installi attivamente qualcosa o clicchi su link esterni malevoli.
Le minacce reali nel 2026
Sebbene l’allarme specifico sia falso, l’evoluzione del crimine informatico quest’anno vede un aumento di:
- Smishing mirato: SMS che sfruttano eventi di attualità per spingere l’utente su siti clone.
- Ingegneria sociale: Messaggi che preparano il terreno a truffe più complesse, testando la reattività e la creduloneria dell’utente.
- File APK camuffati: In questo caso il pericolo non è la foto, ma un eventuale file di installazione che l’utente viene convinto a scaricare per “proteggersi” o “vedere di più”.
Consigli per evitare il problema
La prevenzione non richiede competenze tecniche avanzate, ma una buona dose di scetticismo digitale.
- Interrompi la catena: Se ricevi un messaggio che ti invita a inoltrarlo a tutta la tua rubrica, è quasi certamente una bufala. Non contribuire alla diffusione del panico.
- Analizza il linguaggio: Termini come “hackerare in 10 secondi”, “notizia data al telegiornale” (senza specificare quale) o errori grammaticali sono segnali d’allarme tipici delle fake news.
- Verifica le fonti: Prima di credere a un allarme sicurezza, consulta i canali ufficiali della Polizia Postale o siti specializzati in debunking.
- Disattiva il download automatico: Nelle impostazioni di WhatsApp, disabilita il salvataggio automatico di foto e video nella galleria. In questo modo avrai sempre il controllo su ciò che entra nel tuo dispositivo.
- Mantieni il sistema aggiornato: Gli aggiornamenti di sistema e delle app contengono le “patch” di sicurezza che bloccano i tentativi reali di infiltrazione.
Rimedi se si è caduti in una trappola
Se hai cliccato su un link o scaricato un file sospetto prima di accorgerti dell’inganno, segui questi passaggi:
- Modalità Aereo: Disconnetti immediatamente il telefono da Internet per interrompere eventuali comunicazioni tra un malware e il server dei truffatori.
- Scansione Antivirus: Esegui una scansione completa con un software di sicurezza affidabile e aggiornato.
- Controlla le App installate: Vai nelle impostazioni del telefono e verifica se nell’elenco delle applicazioni ne compaiono di nuove o sospette che non ricordi di aver scaricato.
- Cambio password: Se hai inserito credenziali dopo aver cliccato sul messaggio, cambia le password dei tuoi account principali (email, banca, social) da un altro dispositivo sicuro.
- Ripristino (extrema ratio): Se il telefono mostra comportamenti anomali persistenti (rallentamenti gravi, comparsa di pop-up, batteria che si scarica velocemente), valuta un ripristino ai dati di fabbrica dopo aver salvato solo i file essenziali.
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