Per chi ha fretta
A inizio 2026 si segnala un aumento di profili falsi che imitano l’Agenzia delle Entrate per ingannare i cittadini su Facebook. L’ente ufficiale non invia mai richieste di amicizia, né messaggi privati per chiedere dati personali o parlare di rimborsi. La vera pagina è pubblica e riconoscibile dal bollino blu di verifica. Se ricevete contatti sospetti, non fornite mai informazioni sensibili e segnalate subito il profilo alla piattaforma.
Il volto dell’inganno: il fisco non ti cerca in chat
In questo periodo del 2026, con l’avvicinarsi delle scadenze per le dichiarazioni dei redditi, i criminali digitali hanno intensificato le loro attività sulle reti sociali. La tecnica è semplice ma efficace: vengono creati dei profili che utilizzano il logo e il nome dell’Agenzia delle Entrate per apparire autorevoli. Questi profili iniziano a inviare richieste di amicizia a tappeto o messaggi privati ai cittadini, spesso promettendo rimborsi fiscali immediati o segnalando fantomatiche “irregolarità” da sanare con urgenza.
Come distinguere la realtà dalla finzione
È fondamentale ricordare che l’Agenzia delle Entrate gestisce la propria presenza su Facebook esclusivamente attraverso una pagina pubblica e non tramite un profilo personale. Di conseguenza, l’ente non può e non deve inviare richieste di amicizia a nessuno. La pagina autentica è l’unica a possedere la spunta blu, il simbolo che certifica l’identità dell’istituzione dopo severi controlli. Ogni altra utenza che tenta di contattarvi direttamente è da considerarsi falsa e pericolosa.
Le minacce attuali del 2026
Le ultime notizie di aprile 2026 confermano che questi truffatori utilizzano ora l’intelligenza artificiale per scrivere messaggi estremamente curati e privi di errori, spesso collegando la truffa alle nuove modalità di rimborso previste per l’anno in corso. L’obiettivo rimane sempre lo stesso: spingere la vittima a cliccare su moduli falsi per rubare il codice fiscale, le credenziali di accesso ai servizi pubblici o, nei casi peggiori, i dati del conto corrente.
Consigli per non cadere nella rete dei truffatori
La prudenza è la vostra arma migliore contro queste manipolazioni:
- Controllate i segni di verifica: Prima di interagire con qualunque pagina istituzionale, cercate sempre il bollino blu accanto al nome.
- Ignorate le richieste di amicizia: Se un ente pubblico vi chiede di “diventare amici” su una piattaforma digitale, si tratta al 100% di una truffa.
- Non condividete dati sensibili: L’Agenzia delle Entrate non vi chiederà mai il numero della carta di credito, la password o il codice fiscale tramite una conversazione privata o un commento.
- Diffidate dai rimborsi facili: Le comunicazioni su eventuali soldi da ricevere avvengono solo tramite i canali ufficiali protetti o per posta raccomandata, mai tramite un messaggio sui social.
Cosa fare se avete interagito con un profilo falso
Se temete di aver commesso un errore o se siete stati contattati da questi impostori:
- Segnalate e bloccate: Non rispondete al messaggio. Usate le funzioni della piattaforma per segnalare il profilo come “truffa” o “impersonificazione di un’azienda” e poi bloccatelo.
- Verificate sui canali ufficiali: Se avete dubbi sulla vostra situazione fiscale, chiudete l’applicazione e collegatevi al sito ufficiale dell’Agenzia digitando l’indirizzo direttamente nel vostro programma di navigazione, oppure usate l’applicazione governativa ufficiale per i servizi al cittadino.
- Controllate i vostri accessi: Se avete inserito credenziali su siti sospetti, cambiate immediatamente le password dei vostri servizi più importanti e attivate la verifica tramite cellulare.
- Informate le autorità: In caso di furto di identità o di dati bancari, recatevi presso la Polizia Postale per sporgere denuncia, portando con voi gli scatti della conversazione avuta con il profilo falso.
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